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Press Coverage

Date: 8/11/2008

Con questa tecnica la bambina e' nata sana

ROMA - Diagnosi dell’ovocita prima del concepimento. «Ecco come abbiamo trasformato una tecnica di laboratorio in una vita umana». A parlare è Ermanno Greco, direttore del centro di Medicina della riproduzione dell’European Hospital di Roma dopo la nascita di una bambina utilizzando questa tecnica. Un procedimento che evita la manipolazione dell’embrione e, al tempo stesso permette di evitare la trasmissione di una malattia genetica da madre a figlio.
«Fino ad oggi - spiega Greco - il prelievo e l’analisi del primo corpo polare avevano solamente evidenziato in vitro che questo procedimento poteva essere sfruttato dal punto di vista diagnostico in Italia, stante i divieti che derivano dalla legge 40. Effettuare una tecnica di fecondazione Icsi su ovociti a cui è stato prelevato il corpo polare, e ottenere embrioni vitali e sani, non solo per la malattia genetica in questione, ma anche per il corretto patrimonio cromosomico è stata tutta un’altra cosa».
Greco spiega che, infatti, «il prelievo del corpo polare produce un notevole traumatismo biologico dell’ovocita, con un’importante perdita delle sue capacità evolutive embrionarie che, per uno studio in vitro, non è importante. Mentre, invece, è fondamentale per ottenere una gravidanza clinica di un bambino sano». Il prelievo del primo corpo polare, a differenza delle tecniche consentite in altri Paesi, deve essere effettuato in Italia prima della fecondazione ovocitaria. «Risulta evidente - spiega ancora Greco - che una sua inesatta esecuzione porta inevitabilmente ad una alterazione della capacità di fecondazione dell’ovocita. Per ottenere il successo abbiamo dovuto cambiare tutta la tecnica di iniezione dello spermatozoo all’innterno dell’ovocita, per evitargli un ulteriore traumatismo».

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